Validità temporale: massimo 10 anni

Validità temporale: massimo 10 anni

L’attestato di certificazione ha una validità temporale massima di dieci anni, come previsto dal comma 5, dell’articolo 6 del Decreto Ministeriale 26/6/2009. Tale validità non viene inficiata dall’emanazione di provvedimenti di aggiornamento del presente decreto e/o introduttivi della certificazione energetica di ulteriori servizi quali, a titolo esemplificativo, la climatizzazione estiva e l’illuminazione.

La validità massima dell’attestato di certificazione energetica  è compromessa in caso d’invertenti e modifiche agli impianti istallati, (compresi gli impianti di climatizzazione estiva), tali da inficiarne le prestazioni globali.

Anche il mancato rispetto delle operazioni di controllo dell’efficienza energetica comporta il decadimento del certificato.  Per un impianto di riscaldamento centralizzato il responsabile sui controlli d’efficienza è l’amministratore. I controlli sono, per esempio, la verifica dei fumi della caldaia, delle valvole, dei termostati etc.  In caso di esito negativo delle verifiche l’attestato di certificazione decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica.

Il libretto di impianto o di centrale contiene un registro delle verifiche dell’efficienza energetica passate e future, ed il loro esito. Proprio per questo è necessario allegare i libretti di impianto o di centrale, in originale o in copia, all’attestato di certificazione energetica.

Interventi di ristrutturazione:

In particolare l’attestato di certificazione energetica è aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione, edilizio e impiantistico, che modifica la prestazione energetica dell’edificio nei termini seguenti:
a) ad ogni intervento migliorativo della prestazione energetica a seguito di interventi di riqualificazione che riguardino almeno il 25% della superficie esterna dell’immobile;
b) ad ogni intervento migliorativo della prestazione energetica a seguito di interventi di riqualificazione degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda sanitaria che prevedono l’istallazione di sistemi di produzione con rendimenti più alti di almeno 5 punti percentuali rispetto ai sistemi preesistenti;
c) ad ogni intervento di ristrutturazione impiantistica o di sostituzione di componenti o apparecchi che, fermo restando il rispetto delle norme vigenti, possa ridurre la prestazione energetica dell’edificio;
d) facoltativo in tutti gli altri casi.

fonte: dati e immagine tratti da http://www.regione.lazio.it

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