I perché della certificazione energetica

perchè la certificazione energetica?

Dedicato a chi si chiede sempre “perché?”: vi farà piacere dare una breve occhiata a questo articolo; si tratta degli aspetti chiave che guideranno le scelte del vostro certificatore durante il sopralluogo tecnico.

Le caratteristiche chiave dell’unità immobiliare da analizzare:

– la sua forma (compattezza)
– la sua pelle (isolamento termico)
– la dimensione e la posizione (irraggiamento)
– l’inerzia termica (masse termiche)
– il calore interno (apporti interni)
– le dotazioni impiantistiche (riscaldamento)
– l’isolamento delle tubature
– la ventilazione naturale
– l’illuminazione artificiale

Ciascuna di queste caratteristiche desterà l’attenzione del certificatore energetico. Il sopralluogo consisterà essenzialmente nell’esplorare dettagliatamente questi aspetti al fine sia di quantificarli, sia di suggerire possibili miglioramenti delle prestazioni energetiche.

La sua forma (compattezza)
La compattezza dell’edificio dipende dal rapporto tra volume totale e superficie delle pareti. Se, a parità di volume, un edificio è delimitato da una superficie minore di pareti (A), esso disperderà  meno calore . E’ per questo motivo che ci rannicchiamo quando sentiamo freddo: limitiamo la superficie disperdente del nostro corpo.  Un alloggio dalla forma complessa (B) è meno efficiente in termini energetici, ed il certificatore ne prenderà atto. Naturalmente i balconi e le terrazze non influiscono sulla compattezza in quanto, non essendo riscaldati, non disperderanno calore.


La sua pelle (isolamento termico)
Lo spessore e la consistenza dell’involucro dell’edificio sono fattori determinanti della capacità dell’edificio di conservare il calore fornito dall’impianto di riscaldamento. In gergo tecnico essa è definita trasmittanza, o coefficiente globale di trasmissione termica, e rappresenta la potenza termica che (immaginando non vi siano correnti d’aria)  passa da dentro a fuori, attraverso la parete. Dipende dalla grandezza della parete e dalla differenza di temperatura tra dentro e fuori.  Essa si esprime in W/m2K. La trasmittanza si può verificare sia a seguito del trasferimento di calore per conduzione, che per convezione, che per irraggiamento. Il certificatore valuterà la presenza di “ponti termici”, cioè particolari punti della pelle caratterizzati per esempio da un irregolarità geometrica (es. rientranza), da una disomogeneità del materiale (es. pilastro di cemento adiacente a muro in laterizi) o da una vera e propria interruzione dello strato isolante. Infine una buona pelle, oltre ad isolare permette anche un certo grado di traspirazione dell’umidità prodotta dalle attività interne. Il certificatore non trascurerà di valutare se i materiali che la costituiscono, (laterizi, cemento, cartongesso, intonaci, etc.) ottimizzano lo scambio idrometrico con l’esterno grazie a proprietà termoregolatrici che interagiscano attivamente rispetto al variare quotidiano della temperatura esterna.

La dimensione e la posizione (irraggiamento)
La dimensione,in metri quadri, oltre a rappresentare un mero parametro quantitativo generale, ha rilevanza dal punto di vista dell’efficienza energetica in funzione della capacità standard degli impianti di riscaldamento convenzionali. Sin dall’antichità, la posizione di un edificio ha rivestito un ruolo chiave per il suo comportamento bio-climatico. Nell’alternarsi delle stagioni, le cinque facciate dell’edificio sono esposte più o meno intensamente agli agenti atmosferici (sole, vento, umidità, etc) influenzando profondamente le prestazioni complessive. Il certificatore verificherà la presenza o l’opportunità di semplici accorgimenti, quali per esempio frangisole o serrande in legno,  capaci di mitigare il rapporto tra il macro sistema ambientale e il micro sistema dell’alloggio.
inerzia termica
L’inerzia termica (masse termiche)
S’intende il ritardo che una variazione di temperatura dell’ambiente esterno impiega per trasmettersi all’interno. Se le pareti sono spesse e piene, ci vorrà molto tempo prima che ciò avvenga. La massa muraria può agire come un piccolo magazzino di energia, sotto forma di calore. Esso, accumulato dalle pareti durante un giorno caldo, può mitigare la notte più fredda. O viceversa, la parete, raffreddatasi durante la notte, può contenere la temperatura nel corso della giornata. E’ un fenomeno che si percepisce bene all’interno delle chiese antiche, dove le spesse mura ritardano l’effetto della temperatura esterna sull’ambiente interno. Il certificatore valuterà  la costante di tempo termica, cioè il rapporto tra energia accumulata ed energia trasmessa attraverso le masse murarie. Essa corrisponde al tempo necessario affinché il calore globale immagazzinato dall’edificio,  sia totalmente  rilasciato all’esterno dell’edificio.

apporti di calore interno

Il calore interno (apporti interni)
Gli apporti di calore, sia esterni (dovuti al macrosistema ambiente), sia interni (dovuti al microsistema alloggio) devono essere computati. L’energia che viene spesa all’interno dell’edificio, principalmente sotto forma di calore, va ad influire sulla prestazione energetica dell’immobile. Se infatti accendiamo il forno d’estate ne risentiamo immediatamente gli effetti sulla temperatura della cucina.  Similarmente, gli apporti delle sorgenti luminose, degli elettrodomestici, delle funzioni metaboliche degli occupanti, e degli impianti di riscaldamento influiscono, in maniera più lieve, ma complessivamente determinante. Il legislatore ha provveduto a fornire delle tabelle necessarie alla valutazione  di tali apporti nel bilancio energetico complessivo, definite in relazione alla dimensione dell’ambiente riscaldato.

dotazioni impiantistiche

Le dotazioni impiantistiche (riscaldamento)
L’efficienza dell’impianto di riscaldamento è di fondamentale importanza nel valutare le prestazioni globali dell’alloggio. Una prima distinzione è tra impianti centralizzati ed autonomi. Il mercato offre una moltitudine di soluzioni, spesso capaci di ridurre i costi della bolletta a fine anno. Il certificatore, oltre a raccogliere i dati dell’impianto, valuterà anche l’implementazione di sistemi di controllo che suddividono l’edificio in “zone termiche”: tali soluzioni permettono di differenziare le temperature delle singole stanze in funzione del loro uso. Quindi, per esempio, le camere da letto possono essere riscaldate ad una temperatura più bassa rispetto a quella del soggiorno o della cucina, generando un risparmio. Una caldaia dotata di un termostato permette di controllarne la temperatura. Importanti sono anche i rivestimenti delle tubature dell’acqua calda, quando attraversano spazi non riscaldati necessitano una manica isolante di spessore pari a circa la metà del diametro del tubo. Ovviamente l’impiego di energie rinnovabili, quali riscaldamento dell’acqua tramite pannelli solari o pannelli fotovoltaici, non potrà che migliorare notevolmente i valori prestazionali rilevati dal certificatore.

ventilazione naturale
La ventilazione naturale
E’ una soluzione utile a migliorare il comfort all’interno dell’immobile a costo zero. E’ un aspetto che deve essere integrato in fase progettuale, tuttavia anche sugli immobili più vetusti è possibile seguire degli accorgimenti semplicissimi capaci di catalizzarne gli effetti. A seguito di una precisa analisi delle condizioni climatiche del sito, cioè dei venti e delle brezze dominanti, è possibile riconsiderare la forma e la dimensione dei serramenti al fine di controllare le differenze di pressione tra un ambiente e l’altro. Inoltre, l’adozione di bocchette o di griglie di ventilazione regolabili, integrate nel serramento, permette notevoli miglioramenti. La ventilazione naturale può influire particolarmente sul raffrescamento estivo dell’alloggio, senza necessità di ricorre a dispendiosi impianti meccanici (es. climatizzatore).
illuminazione e irraggiamento
L’illuminazione artificiale
Anche in questo caso, piccoli accorgimenti, come un adeguata analisi della luce riflessa in funzione del colore dei rivestimenti superficiali, sia dentro che fuori l’edificio, permettono di conseguire utili economie sull’energia spesa per l’illuminazione artificiale.  E’ risaputo che ulteriori risparmi si possono ottenere grazie all’utilizzo di lampadine a basso consumo, capaci di tagliare la bolletta fino al 40%, laddove il loro impiego è oculato.

Un Commento

  1. le speigazioni così semplici e chiare permettono a tutti di capire e farsi un’idea su ciò di cui si scrive

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