Abilitazione certificazione energetica: regolamento nazionale

normativa vigente regione LazioIl governo Monti ha varato l´attesissimo regolamento attuativo per l´accreditamento dei certificatori energetico. Esso sará valido in tutte le regioni in cui non é stato predisposto uno specifico regolamento regionale. La regione Lazio ha anticipato questo provvedimento di alcuni mesi. Ora dovrá aggiornarlo verificandone la coerenza con la presente normativa nazionale.

Come si diventa certificatore energetico?

Con il presente decreto si provvede a disciplinare i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici.

Chi deve seguire un corso per l´abilitazione come certificatore energetico?

E’ stata definita una nuova rubrica “ Riconoscimento e disciplina dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici” e:

   a) è stato eliminato il precedente comma 1, ritenuto superfluo dal parere del Consiglio di Stato;
   b)è stata riportata al comma 1, la formulazione del precedente comma 1 dell’articolo 3, dove si definiscono i criteri di riconoscimento degli esperti e degli organismi incaricati di fornire il servizio di certificazione energetica. Detti criteri rispondono all’obiettivo di garantire qualità tecnica e costi congrui con il servizio reso, tenendo in debito conto che in tutti i passaggi di proprietà di edifici ed appartamenti è previsto l’obbligo di produrre l’attestato di certificazione energetica (800.000 -1 milione di contratti all’anno), si è posta particolare attenzione all’esigenza essenziale di assicurare la disponibilità di un congruo numero di soggetti certificatori. A tal fine sono individuati come qualificati all’attività di certificazione energetica:
Enti locali, organismi pubblici operanti nel settore energetico, tecnici abilitati iscritti agli ordini e collegi professionali, organismi di ispezione nel settore delle costruzioni edili e dell’impiantistica connessa e società di servizi energia (ESCO) L’inclusione di queste ultime società tra i soggetti riconosciuti a certificare si inquadra nell’indirizzo e nel ruolo che la direttiva 2006/32/CE assegna loro.
   c)Per una maggiore chiarezza, la definizione dei requisiti del “tecnico abilitato”, ex articolo 2, comma 2, lettera b), è riportata nei due nuovi commi 3 e 4. La formulazione dà riscontro alla valutazione del Consiglio di Stato di ridurre ulteriormente (“benché fortemente attenuata”), una certa genericità nelle definizioni e qualificazioni professionali”:
-le precisazione introdotte rendono il testo maggiormente coerente in relazione alla esistenza, o meno, degli ordini e collegi professionali. Quanto ivi disciplinato è in ogni caso congruente con quanto già previsto per la redazione della documentazione progettuale di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 192/05 oltre che a una prassi consolidata, accettata nel Paese ed esplicitata dalla circolare dell’allora Minister o dell’industria commercio e artigianato, n. 7 231/F del 13 dicembre 1993, che al punto 7 dell’ultimo capoverso, fermo restando quanto precedente detto in merito alle competenze professionali in materia, riporta:
“Pertanto, in linea con l’esigenza di ridurre gli oneri e gli adempimenti per i cittadini nella misura strettamente indispensabile, si ritiene che nel caso di più progettisti, ferma restando
naturalmente la possibilità che essi provvedano tutti a sottoscrivere la relazione tecnica in argomento, i comuni potranno accettare anche relazioni firmate solo dal progettista o da tutti i progettisti che abbiano curato la progettazione delle opere di cui agli articoli 25 e 26 della legge 10/91 e cioè dell’impianto termico e dell’isolamento termico dell’edificio, in relazione alla prevalenza delle competenze termotecniche riguardo alle attestazioni contenute nelle relazioni stesse.”;
-al comma 3, sempre con l’obiettivo di meglio specificare le qualificazioni professionali, sono stati indicati gli indirizzi specializzati dei diplomi di periti industriali che hanno accesso diretto e pieno, senza le necessità di possedere anche un attestato di frequenza con superamento dell’esame finale di cui al successivo comma 4, alla redazione degli attestati di certificazione energetica. Infatti, il titolo di perito industriale presenta una elevata differenziazione di specializzazioni che con la precisazione introdotta viene valorizzata.
-al comma 4, per una più chiara e corretta applicazione del provvedimento, sono state apportate precisazioni in merito alle figure professionali che hanno accesso alla certificazione energetica
attraverso la frequenza di uno specifico corso di formazione con superamento di un esame finale. Con questa puntualizzazione appare ancor più evidente che sono esclusi dalla frequenza del predetto corso i tecnici indicati al comma 3. E’ stata inoltre corretta una imprecisione con l’introduzione nell’elenco delle lauree magistrali e specialistiche delle classiLM-60 e 68/S che ripristinano la coerenza con la presenza delle corrispondenti lauree triennali classi L27 e 27;
-conseguentemente, il precedente comma 3 è diventato comma 5, mentre con si è aggiunto un comma 6 con il riferimento alla validità delle defi nizioni del decreto legislativo 192/05, già previsto al primo capoverso del precedente comma 1.

Si raccomanda la lettura di:

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SCHEMA   DI   DECRETO   DEL   PRESIDENTE   DELLA   REPUBBLICA   DI ATTUAZIONE    DELL’ART   4 -1, C,  DEL D. Lgs 19 08 2005, N. 192, CONCERNENTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2002/91/CE SUL RENDIMENTO ENERGETICO IN EDILIZIA.

ART. 1    (Finalità e ambito di intervento)

1. Il presente regolamento definisce i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, di seguito denominato decreto legislativo, per le finalità di cui all’articolo 1 del medesimo decreto e per una applicazione omogenea, coordinata e immediatamente operativa delle norme per la certificazione energetica degli edifici su tutto il territorio nazionale.

ART. 2    (Riconoscimento e disciplina dei requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici)

  1. Ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, sono abilitati ai fini dell’attività di certificazione energetica, e quindi riconosciuti come soggetti certificatori:

a)    i tecnici abilitati, la cui disciplina dei requisiti è riportata al comma 2, lettera b);

b)   gli Enti pubblici e gli organismi di diritto pubblico operanti nel settore dell’energia e dell’edilizia, che esplicano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico e la cui disciplina dei requisiti è riportata al comma 2, lettera b);

c)    gli organismi pubblici e privati qualificati a effettuare attività di ispezione nel settore delle costruzioni edili, opere di ingegneria civile in generale e impiantistica connessa, accreditati presso l’organismo nazionale italiano di accreditamento di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 23 luglio 2009, n. 99, o altro soggetto equivalente in ambito europeo, sulla base delle norme UNI CEI EN ISO/IEC 17020, criteri generali per il funzionamento dei vari tipi di organismi che effettuano attività di ispezione, sempre che svolgano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico e la cui disciplina dei requisiti è riportata al comma 2, lettera b);

d)   le società di servizi energetici (ESCO) di cui al comma 2, lettera a), che operano conformemente alle disposizioni di recepimento e attuazione della direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici sempre che svolgano l’attività con un tecnico, o con un gruppo di tecnici abilitati, in organico e la cui disciplina dei requisiti è riportata al comma 2, lettera b).

  1. Ai fini del presente decreto sono disciplinati i seguenti requisiti:

a)    società di servizi energetici (ESCO), persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici ovvero altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali dell’utente e, ciò facendo, accetta un margine di rischio finanziario. Il pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sui risparmi di spesa derivanti dal miglioramento dell’efficienza energetica conseguito e sul raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti;

b)   tecnico abilitato, un tecnico operante sia in veste di dipendente di enti e organismi pubblici o di società di servizi pubbliche o private, comprese le società di ingegneria, che di professionista libero od associato. I tecnici abilitati devono rispondere almeno a uno dei requisiti di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo.

  1. Il tecnico abilitato di cui alla lettera b) del comma 2, deve essere in possesso di uno dei titoli di cui alle lettere da a) ad e) del presente comma, iscritto ai relativi ordini e collegi professionali, ove esistenti, e abilitato all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente. Il tecnico abilitato opera quindi all’interno delle proprie competenze. Ove il tecnico non sia competente in tutti i campi sopra citati o nel caso che alcuni di essi esulino dal proprio ambito di competenza, egli deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui è richiesta la competenza. I titoli richiesti sono:

a)    laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-22 a LM-24, LM-26, LM-28, LM-30, LM-31, LM-33, LM-35, LM-53, LM-69, LM-73, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 27/S a 28/S, 31/S, 33/S, 34/S, 36/S, 38/S, 61/S, 74/S, 77/S, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 2004;

b)   laurea conseguita nelle seguenti classi: L7, L9, L17, L23, L25, di cui al decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi: 4, 8, 10, 20, di cui al decreto ministeriale in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000;

c)    diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico, in uno dei seguenti indirizzi e articolazioni: indirizzo C1 ‘meccanica, meccatronica ed energia’ articolazione ‘energia’, indirizzo C3 ‘elettronica ed elettrotecnica’ articolazione ‘elettrotecnica’, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, ovvero, diploma di perito industriale in uno dei seguenti indirizzi specializzati: edilizia, elettrotecnica, meccanica, termotecnica, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222, e successive modificazioni;

d)   diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico indirizzo C9 ‘costruzioni, ambiente e territorio’, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, ovvero diploma di geometra;

e)    diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico indirizzo C8 ‘agraria, agroalimentare e agroindustria’ articolazione ‘gestione dell’ambiente e del territorio’, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, ovvero diploma di perito agrario o agrotecnico.

  1. Il tecnico abilitato di cui alla lettera b) del comma 2, deve essere in possesso di uno dei titoli di cui alle lettere da a) a d) del presente comma, e di un attestato di frequenza, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici, di cui al comma 5. Il soggetto in possesso di detti requisiti è tecnico abilitato esclusivamente in materia di certificazione energetica degli edifici. I titoli richiesti sono:

a)    titoli di cui al comma 3, ove non corredati della abilitazione professionale in tutti i campi concernenti la progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi;

b)   laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi:LM-17, LM-20, LM-21, LM-25, LM-27, LM-29, LM-32, LM-34, LM-40, LM-44, LM-48, LM-54, LM-60, LM-74, LM-75, LM-79, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 20/S, 25/S, 26/S, 29/S, 30/S, 32/S, 35/S, 37/S, 45/S, 50/S, 54/S, 62/S, 68/S, 82/S, 85/S, 86/S, di cui al decreto del

Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del Ministro dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 2004;

c)    laurea conseguita nelle seguenti classi; L8, L30, L21, L27, L32, L34, L35, di cui al decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi: 7, 9, 16, 21, 25, 27, 32, di cui al decreto ministeriale in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000;

d)   diploma di istruzione tecnica, settore tecnologico, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, con indirizzi e articolazioni diversi da quelli indicati al comma 3, lettere c), d) ed e), ovvero diploma di perito industriale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1961, n. 1222, e successive modificazioni, con indirizzi specializzati diversi da quelli indicati al comma 3, lettera c).

  1. I corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici e i relativi esami sono svolti, a livello nazionale, da università, da organismi ed enti di ricerca, e da consigli, ordini e collegi professionali, autorizzati dal Ministero dello sviluppo economico di intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; a livello regionale, i medesimi corsi sono svolti direttamente da regioni e province autonome, e da altri soggetti di ambito regionale con competenza in materia di certificazione energetica autorizzati dalle predette da regioni e province autonome. Per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1, i corsi sono svolti in base ai contenuti minimi definiti nell’Allegato 1. L’attestato di frequenza con superamento di esame finale è rilasciato dai soggetti erogatori dei corsi e degli esami.
  1. Ai fini del presente decreto, si applicano le definizioni di cui all’articolo 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo.

ART. 3    (Requisiti di indipendenza e imparzialità dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici)

  1. Ai fini di assicurare indipendenza e imparzialità di giudizio dei soggetti di cui al comma 1, dell’articolo 2, i tecnici abilitati, all’atto di sottoscrizione dell’attestato di certificazione energetica, dichiarano:

a)      nel caso di certificazione di edifici di nuova costruzione, l’assenza di conflitto di interessi, tra l’altro espressa attraverso il non coinvolgimento diretto o indiretto nel processo di progettazione e realizzazione dell’edificio da certificare o con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonché rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere né il coniuge né un parente fino al quarto grado;

b)      nel caso di certificazione di edifici esistenti, l’assenza di conflitto di interessi, ovvero di non coinvolgimento diretto o indiretto con i produttori dei materiali e dei componenti in esso incorporati nonché rispetto ai vantaggi che possano derivarne al richiedente, che in ogni caso non deve essere né coniuge né parente fino al quarto grado.

  1. La dichiarazione di cui al comma 1 è resa ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale.

ART. 4    (Qualificazione dell’attestato di certificazione energetica)

  1. L’attestato di certificazione energetica, così come definito all’articolo 2, del decreto legislativo, assume la valenza di atto pubblico, ai sensi dell’articolo 481 del codice penale con responsabilità diretta del tecnico abilitato che sottoscrive il documento.

ART. 5    (Funzioni delle Regioni e Province autonome)

  1. Ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo, fermo restando quanto disposto dal comma 3, le disposizioni del presente decreto si applicano per le regioni e province autonome che non abbiano ancora provveduto ad adottare propri provvedimenti in applicazione della direttiva 2002/91/CE e comunque sino alla data di entrata in vigore dei predetti provvedimenti regionali.
  1. Ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo, per promuovere la tutela degli interessi degli utenti attraverso una applicazione omogenea della predetta norma sull’intero territorio nazionale, nel disciplinare la materia le regioni e le province autonome nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario nonché dei principi fondamentali della direttiva 2002/91/CE e desumibili dal decreto legislativo, possono:

a)      adottare un sistema di riconoscimento dei soggetti abilitati di cui all’articolo 2 a svolgere le attività di certificazione energetica degli edifici, nel rispetto delle norme comunitarie in materia di libera circolazione dei servizi;

b)      promuovere iniziative di informazione e orientamento dei soggetti certificatori e degli utenti finali;

c)      promuovere attività di formazione e aggiornamento dei soggetti certificatori;

d)     monitorare l’impatto del sistema di certificazione degli edifici in termini di adempimenti burocratici, oneri e benefici per i cittadini;

e)      predisporre, nell’ambito delle funzioni delle regioni e degli enti locali di cui all’articolo 9 del decreto legislativo, un sistema di accertamento della correttezza e qualità dei servizi di certificazione di cui all’articolo 6, direttamente o attraverso enti pubblici ovvero organismi pubblici o privati di cui sia garantita la qualificazione e indipendenza, e assicurare che la copertura dei costi avvenga con una equa ripartizione tra tutti gli utenti interessati al servizio;

f)       promuovere la conclusione di accordi volontari ovvero di altri strumenti al fine di assicurare agli utenti prezzi equi di accesso a qualificati servizi di certificazione energetica degli edifici.

  1. Ai fini del comma 2, le regioni e le province autonome che alla data del presente decreto abbiano già provveduto al recepimento della direttiva 2002/91/CE adottano misure atte a favorire un graduale ravvicinamento dei propri provvedimenti anche nell’ambito delle azioni di coordinamento tra lo Stato le Regioni e le Province autonome, di cui al decreto ai sensi del articolo 6 comma 9 del decreto legislativo. Le regioni e le province autonome provvedono affinché sia assicurata la coerenza dei loro provvedimenti con i contenuti del presente decreto.

ART. 6    (Criteri di controllo della qualità del servizio di certificazione energetica)

  1. Le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano procedono ai controlli della qualità del servizio di certificazione energetica reso dai Soggetti certificatori attraverso l’attuazione di una procedura di controllo congruente con gli obiettivi del decreto legislativo e le finalità della certificazione energetica coerentemente agli indirizzi di cui all’articolo 5, comma 2, lettera e). Ove non diversamente disposto da norme regionali i predetti controlli sono svolti dalle stesse autorità competenti a cui sono demandati gli accertamenti e le ispezioni necessari all’osservanza delle norme relative al contenimento dei consumi di energia nell’esercizio e manutenzione degli impianti di climatizzazione, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo.
  1. Ai fini del comma 1, i controlli sono prioritariamente orientati alle classi energetiche più efficienti e comprendono tipicamente:

a)      l’accertamento documentale degli attestati di certificazione includendo in esso anche la verifica del rispetto delle procedure;

b)      le valutazioni di congruità e coerenza dei dati di progetto o di diagnosi con la metodologia di calcolo e i risultati espressi;

c)      le ispezioni delle opere o dell’edificio.

ART. 7    (Disposizioni finali)

1. Per gli edifici già dotati di attestato di certificazione energetica, sottoposti ad adeguamenti impiantistici, compresa la sostituzione del generatore di calore, l’eventuale aggiornamento dell’attestato di certificazione, di cui all’articolo 6, comma 5, del decreto legislativo, può essere predisposto anche da un tecnico abilitato, la cui disciplina dei requisiti è riportata al comma 2, lettera b), dell’articolo 2, dell’impresa di costruzione ovvero installatrice incaricata dei predetti adeguamenti.

2. Le disposizioni di cui al presente decreto sono modificate e integrate con la medesima procedura.

ART. 8    (Copertura finanziaria)

  1. All’attuazione del presente decreto si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e fatto osservare.

  1. massimo

    quali sono a roma i centri autorizzati dal ministero dello sviluppo economico ad effettuare i corsi per certificatore energetico?

  2. Per gli Interessati, Vi segnalo la prima EDIZIONE IN CAMPANIA del CORSO DI FORMAZIONE “CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI” Abilitante alla professione di Certificatore Energetico degli Edifici. Il corso infatti, è autorizzato da MiSE, MIT e MATTM ai sensi del DPR 75/2013. Il corso dura 80 ore e si terrà a NAPOLI dal 9 maggio al 12 luglio 2014 (ven. ore 14.30/18.30 – sab. 9.30/13.30). Per info: http://www.anea.eu

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